© C. Lanconelli 2006


La mountain bike è l'ideale per percorrere i sentieri che si addentrano negli ambienti costieri.
Esistono numerose varianti che consentono di osservare gli aspetti più curiosi delle nostre zone umide, ma, in linea di massima ci sono tre tipi di percorsi consentiti alle biciclette senza che si rechi fastidio alla fauna ed alla vegetazione.


Le Piallasse e la Pineta
Partendo dalla periferia nord di Ravenna si fiancheggia la piallassa Baiona (con fenicotteri ed uccelli lagunari) e si penetra quindi nella secolare pineta di S.Vitale fino al casetto comunale Quattrocchi. I sentieri della pineta dominati dalle imponenti sagome ad ombrello dei pini domestici costeggiano i "chiari" dove prolificano gli aironi e varie anatre, attraversano la pineta allagata e le radure sui cordoni dunali dove si può fare a gara con i cavalli liberi vicino a Cà Vecchia o a Cà Nuova.


Il Reno e le Valli di Comacchio
Un altro percorso si snoda attorno al tratto finale del fiume Reno che, praticamente, separa le zone umide Ravennati dalle Valli di Comacchio. Si osserva la classica vegetazione di golena e vari volatili come cormorani e sterne. A S.Alberto si attraversa il fiume con un vecchio traghetto a "corda" (1 euro) e dall'argine che costeggia la Valle di Comacchio si possono vedere alzarsi in volo stormi di uccelli limicoli e migliaia di fenicotteri rosa. Si costeggiano infine le oasi di Boscoforte e di Volta Scirocco, importanti siti di nidificazione per vari volatili.


Il Bardello e Valle Mandriole
Partendo dai lidi a nord di Ravenna si raggiunge, tramite la litoranea, l'argine del fiume Lamone. Proseguendo nell'entroterra si attraversano le praterie umide del Bardello raggiungendo infine la torretta di avvistamento di "Valle Mandriole", l'immenso canneto che ospita numerosissime specie di anatidi ed altri uccelli palustri.

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