© C. Lanconelli 2006


Il parco del delta del Po è uno dei paradisi per i birdwatchers europei. Il movimento turistico che deriva da questa attività comincia ad essere anche uno stimolo economico per le popolazioni della zona e l'annuale "Po delta fair" di Comacchio ne dà la prova. Così, insieme agli itinerari più specialistici si stanno proponendo anche percorsi guidati propedeutici ed educativi rivolti alle scuole ed alle famiglie.


Le zone umide a sud di Ravenna: Ortazzo e Ortazzino, Pineta di Classe. Il sito è formato da una pineta e da due oasi di acqua dolce (anche se ci sono contaminazioni salmastre dal mare) che sono la testimonianza di aree umide presenti nel passato. Il valore di questi luoghi sta nella diversità degli ambienti che si possono visitare, in uno spazio ristretto: l'evoluzione spontanea della costa ha dato vita ad uno dei siti costieri a naturalità più elevata e a maggiore biodiversità, senza insediamenti balneari e manomissioni da parte dell'uomo. Grazie alla qualità ambientale ed alla tranquillità, il sito è, inoltre, importantissimo per la migrazione e lo svernamento degli Uccelli acquatici e dei rapaci diurni (in particolare albanelle e Aquila anatraia maggiore). Tra i Mammiferi degni di rilievo sono l'Istrice, recentemente comparso, e la Puzzola.


Le Valli di Comacchio e la Valle Zavelea rappresentano uno dei più importanti complessi lagunari d'Italia. Si estendono, per più di 11.000 ettari, tra Comacchio e il fiume Reno e sono collegate al mare tramite diversi canali. La zona ospitava in passato vaste saline, i cui bacini, oggi abbandonati, costituiscono siti di birdwatching di grandissimo interesse. La superficie totale comprende le saline di Comacchio, le valli Fossa di Porto (che contiene Valle Zavelea), Lido di Magnavacca, Fattibello, Campo e la Penisola di Boscoforte, una lingua di sabbia molto suggestiva che si protende dall'argine del fiume Reno, tra le valli Fossa di Porto e Lido di Magnavacca, per 6 km e che si è formata su antiche dune di epoca etrusca (VI sec. a. C.). Le attuali Valli di Comacchio sono quindi il residuo di un complesso vallivo che ha avuto la sua massima estensione nel XVI secolo quando copriva circa 50.000 ha si superficie. Le bonifiche iniziate alla metà del XIX secolo e protrattesi fino alla fine degli anni '60 del XX, hanno ridimensionato l'area come è oggi.


Valle Mandriole è una valle di acqua dolce ed è una riserva naturale integrale, che, insieme a Punte Alberete, faceva parte della antica cassa di colmata del fiume Lamone.
Si presenta come una vasta distesa di canneti e tifa. Nelle zone con acque più basse e temporaneamente asciutte, troviamo invece boscaglie igrofile a Salicone e boschi ripariali a Salice bianco. Come per le Punte Alberete anche la fauna di Valle Mandriole si presenta ricca e varia, con numerose specie di pesci, anfibi, rettili ecc.
Punte Alberete è un bosco allagato di ca. 190 ettari, è presente una vegetazione palustre imponente con predominanza alberi ad alto fusto, come Salice, Frassino, Pioppo, Olmo, Farnia, Frangola, ed Ontano, inframmezzata, nelle bassure, da ampi specchi d'acqua all'interno dei quali predominano lamineti a Ninfea bianca e Salvinia, Tifeti e Fragmiteti, Saliceti, Cariceti, Cladieti e Giuncheti. Fra le rare piante palustri che vivono nella palude citiamo le fioriture più vistose: Orchidea, Iris giallo, Giunco fiorito, Salcerella, Campanellino e Ninfea bianca. Abitano il sito alcuni rettili (fra cui la testuggine palustre), anfibi (rane, rospi, tritoni), insetti, molluschi e rare specie di uccelli: La grande garzaia di Punte Alberete ospita Airone rosso, bianco e cinerino, Nitticora, Sgarza ciuffetto, Ibis mignataio (simbolo dell'Oasi), Marangone minore e molti altri ancora. Importante la nidificazione della Moretta tabaccata.

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